
Acquedotto Coghinas 1 il primo tratto torna operativo
Testo di anteprima
Una strategia fino al 2055 per navigazione più sicura, porti qualificati e servizi connessi ai territori
21 Settembre 2026
3 min
La Giunta regionale ha approvato il Piano regionale della rete della portualità turistica con la deliberazione n. 6/29 del 12 febbraio 2026. Il PRRPT definisce una strategia trentennale per rendere più sicura la navigazione, qualificare le strutture esistenti e valutare nuovi approdi nei tratti di costa meno serviti.
La Sardegna ha 1.849 chilometri di costa e circa 25.000 posti barca. Secondo il quadro richiamato dalla Regione, la densità è di 13,2 posti per chilometro, contro una media nazionale di 20,5. Il Piano affronta questo divario con una logica di rete: considera insieme porti, approdi, servizi, cantieristica, collegamenti, sostenibilità ambientale e rapporti tra costa e aree interne.
Il primo scenario punta a mantenere, mettere in sicurezza e rendere più funzionale ciò che già esiste. Il secondo prevede sei nuove strutture, per circa 1.200 posti barca. Il terzo valuta tredici ulteriori strutture potenziali, con almeno 2.600 posti complessivi. Gli ultimi due scenari portano quindi il potenziale incremento ad almeno 3.800 posti, sintetizzato dalla comunicazione regionale come “circa quattromila”.
Tra gli obiettivi di rete c’è la disponibilità di una struttura portuale almeno ogni 20 miglia nautiche, con distanze inferiori a 10 miglia per il diporto medio-piccolo dove le condizioni lo consentono. Questo parametro orienta le analisi: non definisce da solo dove sorgeranno eventuali nuove opere.


Il Piano è ora il quadro regionale di riferimento. Ogni intervento dovrà però essere studiato e autorizzato singolarmente. Per le nuove strutture servono documenti di fattibilità, confronto tra alternative, localizzazioni definitive, progettazione, valutazioni ambientali e paesaggistiche e copertura finanziaria. Tempi e costi non possono essere trasferiti dal Piano ai singoli progetti senza questi passaggi.
La strategia ha orizzonte 2055. La data indica la prospettiva complessiva del Piano, non una scadenza comune per completare tutte le opere.
Accanto al Piano, la Regione ha programmato oltre 1,9 milioni di euro per progettazioni di manutenzione, riqualificazione e messa in sicurezza in undici porti esistenti. Una successiva deliberazione dell’8 aprile 2026 richiama inoltre linee per documenti di fattibilità e progettazioni legate alle nuove infrastrutture previste dal PRRPT. Sono passaggi amministrativi concreti, ma non rappresentano un budget unico del Piano né l’avvio generalizzato delle opere.
Il valore del PRRPT sta nella possibilità di leggere le singole scelte dentro una visione regionale. Sicurezza, manutenzione, nuovi approdi, servizi e sviluppo locale devono essere coordinati e aggiornati con informazioni verificabili. Per i cittadini sarà importante distinguere sempre il livello del Piano da quello dei progetti, dei finanziamenti e dei cantieri.



Testo di anteprima

La Sardegna affronta divari infrastrutturali che attraversano l’intero territorio: dalla rete stradale alla viabilità locale, fino alla gestione della risorsa idrica.

Un quadro unitario di risorse e opere, con fasi distinte e aggiornamenti verificati.

Finanziate tutte le domande ammissibili: il programma raggiunge 5.351 famiglie e circa 84,9 milioni di euro.

Approvato il Piano che guida fino al 2055 sicurezza, qualità degli approdi e sviluppo sostenibile della rete portuale turistica sarda.

Il programma regionale collega risorse, lavorazioni e schede dei cantieri per rendere verificabili gli interventi sul patrimonio ERP.

Tre scenari fino al 2055 per rendere più sicura la navigazione, riqualificare gli approdi e collegare meglio porti e territori.

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