Piano regionale della portualità turistica
Una strategia fino al 2055 per una rete di porti più sicura, equilibrata e connessa.
21 Settembre 2026
3 min
Pillar di riferimento
Una strategia fino al 2055 per una rete di porti più sicura, equilibrata e connessa.
21 Settembre 2026
3 min
Pillar di riferimento
Il Piano regionale della rete della portualità turistica, approvato dalla Giunta il 12 febbraio 2026, organizza la crescita e la qualificazione del sistema portuale turistico della Sardegna fino al 2055. L’obiettivo è rendere più sicura la navigazione, migliorare gli approdi e i servizi, collegare meglio costa e territori interni e sostenere un turismo più equilibrato durante l’anno.
La Sardegna ha 1.849 chilometri di costa e circa 25.000 posti barca. La densità indicata nei documenti di Piano è di 13,2 posti per chilometro, rispetto a una media nazionale di 20,5. Ma la questione non è soltanto quantitativa: conta la distribuzione degli approdi, la distanza tra strutture sicure, lo stato delle infrastrutture e la qualità dei servizi disponibili.
Per questo il PRRPT guarda alla portualità come a una rete regionale. Mette in relazione infrastrutture, manutenzione, cantieristica, servizi, collegamenti, tutela ambientale e governance. Il riferimento territoriale non si ferma ai comuni costieri: una rete portuale più efficace può rafforzare attività economiche e servizi anche nelle aree interne.
aumentare la sicurezza della navigazione e la continuità degli approdi lungo la costa;
qualificare i porti esistenti, con priorità a manutenzione, funzionalità e servizi;
valutare nuove strutture nei tratti di costa meno serviti;
favorire una fruizione sostenibile e distribuita durante l’anno;
coordinare progettazioni, risorse e responsabilità in una visione comune.
Il Piano assume come criterio di rete la presenza di una struttura portuale almeno ogni 20 miglia nautiche. Per il diporto medio-piccolo punta, dove possibile, a ridurre la distanza sotto le 10 miglia. È un obiettivo di servizio e sicurezza, non una regola automatica per collocare nuovi porti.
Il primo scenario concentra l’attenzione sulla rete attuale: manutenzione, messa in sicurezza, completamenti, rifunzionalizzazione e servizi. Intervenire sulle strutture esistenti consente di affrontare criticità concrete e aumentare la qualità della rete senza attendere nuove grandi infrastrutture.
Il secondo scenario prevede sei nuove strutture e circa 1.200 posti barca. Le aree richiamate nei documenti sono ambiti preliminari di studio. Le localizzazioni definitive dovranno emergere dai documenti di fattibilità, dal confronto tra alternative e dalle valutazioni tecniche e ambientali.
Il terzo scenario considera tredici ulteriori strutture potenziali, con almeno 200 posti ciascuna e almeno 2.600 posti complessivi. È lo scenario più ampio e richiede verifiche ancora più selettive su domanda, sostenibilità, costi, compatibilità e priorità territoriali.
I numeri pubblicati per gli scenari B e C corrispondono ad almeno 3.800 nuovi posti barca. La comunicazione regionale li sintetizza come “circa quattromila”.
Il percorso del Piano comprende gli indirizzi avviati nel 2020, l’approvazione iniziale del 2021, l’adozione del 18 gennaio 2024 con la documentazione ambientale e l’approvazione finale del 12 febbraio 2026. Dopo l’approvazione, una deliberazione dell’8 aprile 2026 ha richiamato linee di bilancio per documenti di fattibilità e progettazioni di infrastrutture previste dal PRRPT. Questo passaggio segnala attività amministrative successive, ma non significa che tutte le opere siano già progettate o finanziate.
Sono inoltre programmate progettazioni per oltre 1,9 milioni di euro su undici porti esistenti. Sono interventi puntuali di manutenzione, sicurezza e riqualificazione; non costituiscono il costo complessivo del Piano, che non è indicato come un unico importo nelle fonti esaminate.
L’approvazione mette a disposizione della Regione e degli enti un quadro unitario per decidere. Ogni singolo intervento dovrà però seguire il proprio percorso: studio di fattibilità, scelta dell’alternativa, progettazione, valutazioni ambientali e paesaggistiche, copertura finanziaria, autorizzazioni e affidamento. Localizzazioni, tempi e costi diventano quindi definitivi soltanto attraverso questi passaggi.
proseguire gli studi di fattibilità e le progettazioni prioritarie;
rendere verificabili le scelte sui siti e sulle alternative;
coordinare manutenzione, sicurezza, nuovi interventi e servizi;
pubblicare aggiornamenti distinti per piano, progetto, finanziamento e cantiere.
Il riferimento principale è la deliberazione della Giunta regionale n. 6/29 del 12 febbraio 2026. Per la sintesi pubblica, consulta il comunicato di approvazione.
PROVA 1