Insularità, strade e acqua al centro della posizione della Sardegna

L’intervento dell’assessore Piu in Commissione parlamentare e i collegamenti documentati con la programmazione successiva.

Data:

21 Settembre 2026

Tempo di lettura:

3 min

Descrizione

Il punto politico

La condizione insulare non si esaurisce nella distanza dalla penisola. Nell’intervento presentato nel settembre 2024 alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, l’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha posto al centro anche i divari interni della Sardegna: piccoli comuni e aree interne con collegamenti insufficienti verso rete stradale fondamentale, servizi, scuole, sanità e trasporto pubblico.

La posizione regionale collega questa ‘isola nell’isola’ al principio sancito dall’articolo 119 della Costituzione e alla politica di coesione prevista dall’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il punto non è rivendicare un’eccezione, ma rendere effettiva l’eguaglianza nell’accesso alle opportunità.

Il divario della rete stradale

Nel documento, il rapporto tra rete statale e superficie servita è indicato nel 14,2 per cento. Per le strade provinciali il valore è 24,6 per cento, contro una media nazionale del 43,91 per cento. Su 2.949 chilometri di rete statale, 522 sono descritti come tratti a quattro corsie con carreggiate separate.

Il fabbisogno stimato è di 5,1 miliardi di euro per la rete statale, 250 milioni per adeguamento e sicurezza della viabilità locale e 80 milioni per manutenzione provinciale. Sono necessità quantificate nell’audizione, non finanziamenti già concessi.

Un sistema idrico chiuso

L’altro asse è l’acqua. La Sardegna non può trasferire risorsa da bacini nazionali e dipende per oltre il 70 per cento dagli invasi. Al 31 agosto 2024 il Sistema idrico multisettoriale regionale registrava 805 milioni di metri cubi, pari al 44,2 per cento del volume utile autorizzato. Il dato appartiene a quella precisa fotografia temporale e non descrive la situazione attuale.

L’intervento indica in circa 468 milioni di euro il fabbisogno per efficientare, completare e interconnettere i sistemi e aumentarne affidabilità e sicurezza.

Dalla diagnosi agli sviluppi documentati

Nel luglio 2026 un successivo documento dell’Assessorato ha richiamato espressamente l’audizione come fotografia iniziale e ha ricostruito la programmazione avviata su viabilità e infrastrutture idriche. Il rapporto è documentato, ma non trasforma automaticamente ogni intervento successivo in conseguenza diretta dell’audizione.

Maccheronis costituisce un collegamento puntuale: il sistema del Posada era tra quelli critici nel 2024; nel giugno 2025 la Regione ha comunicato la consegna dei lavori di rialzo della diga. Anche i bandi pluriennali per gli enti locali e le interconnessioni idriche successive sono riferimenti coerenti con i due assi della posizione politica.

Approfondimenti

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